Daniela Castrignano: “Rifarei tutto per questa magia olimpica” /INTERVISTA

Milano, aprile 2016 – Il Marzialista ha intervistato la campionessa olimpica di Taekwondo Daniela Castrignano, trentacinque anni, che ci racconta le sue emozioni e i suoi progetti.

Come è nata la passione per il taekwondo?
“La passione nata 25 anni fa per caso mio padre visto il mio essere maschiaccio mi portò in palestra da un suo amico così è nata la passione per il Taekwondo”.

Cosa hai provato la prima volta che sei salita su un campo di gara per combattere?
“Lo ricordo ancora avevo un adrenalina / panico un mix di emozione poi svanita nel momento che l’ arbitro ha dato il via all incontro tramutando tutto in determinazione e concentrazione”

Cosa significa per te la cintura nera?
“La cintura nera è un traguardo che tutti i ragazzi che approcciano al Taekwondo sognano”

Qual è il tuo risultato agonistico di cui sei più orgogliosa?
“La medaglia di bronzo al mondiale di Pechino perché è arrivata dopo un infortunio grave”

Quali sacrifici hai dovuto affrontare per arrivare alle olimpiadi di Atene?
“Tanti, ma se tornassi dietro rifarei tutto per vivere quella magia olimpica”

Quali sono state le tue emozioni alle olimpiadi?
“L’Olimpiade racchiude un mix di emozioni adrenalina paura voglia di fare in poche parole il sogno che si avvera il coronamento di tutti i sacrifici di una vita di allenamenti”

Gli italiani non sono riusciti a qualificarsi per Rio: secondo te Molfetta, campione olimpico, doveva essere ammesso a prescindere?
“Un campione olimpico non dovrebbe essere escluso dovrebbe difendere il titolo conquistato nell edizione precedente ma le regole sono queste non ci si può far nulla tranne che accettare questa cosa con grosso rammarico”.

È stata dura dover abbandonare la carriera agonistica?
“Non é semplicissimo abbandonare 25 anni di attività è stata la mia vita una parte importante ma c’è sempre una fine ma contenta di aver chiuso la mia carriera agonistica avendo conquistato L ultima medaglia al campionato europeo a Roma”.

È circa un anno che hai aperto la tua palestra: ti trovi bene nel ruolo di maestra?
“Maestra? No sono un Allenatore contentissima di aver iniziato questa nuova avventura con tutta la determinazione che mi contraddistingue”.

Cosa si prova a essere seduti su una sedia con il proprio atleta che combatte?
“Un’emozione diversa che non avevo ancora privato stare seduta dietro il proprio atleta cercando di trasmettergli sicurezza incitarlo a far bene non è facile ma mi entusiasma come idea il fatto che sia io a guidarlo verso piccoli passi per raggiungere la vittoria di un combattimento di una gara”.

I tuoi obiettivi per il futuro?
“Diventare un allenatore vincente”

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