Il contributo del sabato della scuola Nei Dan! ⭐️

Quando ci si approccia per la prima volta ad un nuovo campo di studi, nella norma il processo cognitivo che ci porta alla padronanza e alla maestria segue sempre due passi fondamentali. Inizialmente è necessario per il principiante riuscire ad associare un singolo movimento ad un risultato ben determinato ed essere quanto più preciso e rapido possibile nel fare ciò. Basti pensare al pianista alle prime armi che impara a suonare lo strumento: il suo lavoro sarà quello di posizionare bene le mani, di memorizzare le posizioni dei singoli tasti, di muovere correttamente le dita per produrre le note e quindi le melodie desiderate L’attenzione viene focalizzata sull’agire delle dita e solo dopo sul suono che ne risulta. Tale processo cognitivo prende il nome di differenziazione e, come dice la parola stessa, richiede la scomposizione del “problema” (rappresentato dall’abilità che vogliamo conseguire) in fattori primi, semplici da gestire per chi si trova alle prime armi. La massima abilità nei particolari, tuttavia, non basta da sola a raggiungere la maestria in ciò che si pratica, poiché avendo solo questa non si potrà mai avere la visione d’insieme e non si riuscirà a capire come i singoli pezzi si incastrino tra loro. Occorre qualcosa che colleghi come un filo le singole parti e che dia loro un senso di ordine superiore.Tale processo cognitivo prende il nome di integrazione. Tornando all’esempio del pianista, una volta che ha imparato a riconoscere la posizione dei tasti e le note corrispondenti, dopo aver capito quale movimento produce quello che desidera, deve automatizzare il tutto rendendo sempre più veloce e fluido il gesto. Man mano che coltiva queste abilità non starà più attento alla posizione del dito e a come questo preme sul tasto, ma piuttosto alla posizione della mano in funzione alla musica che esegue.
Lo stesso avviene nel processo di apprendimento nelle arti marziali interne, nelle quali inizialmente si è portati dal maestro a stare attenti a tante cose diverse, molte volte senza nemmeno vedere un accenno di collegamento e continuità tra l’una e l’altra: apertura dell’articolazione sacro-iliaca, movimento dei muscoli intercostali, spalle e braccia connesse al tronco sono solo alcune delle cose su cui i nostri insegnanti ci chiedono di portare l’attenzione. Successivamente, come per il pianista, tali processi diventeranno automatici per collegarci al movimento globale del gesto e la nostra attenzione non sarà più focalizzata verso i dettagli fisici, bensì su sensazioni più o meno sottili: “pienezza”, propagazione della forza, connessione con la terra, centratura… Non si deve pensare a tali qualità come vuote o astratte, esse sono estremamente concrete poiché per essere messe in atto hanno bisogno di tutte le competenze “anatomico-strutturali”, di tutti i dettagli e i particolari che abbiamo imparato a sentire e sviluppare nel corso della prima fase di differenziazione. Per questo motivo la maestria è qualcosa che li supera e li trascende, pur comprendendoli e connettendoli intelligentemente, così come i rami dell’immagine formano il volto di una donna: esiste pur non essendo presente in nessuno dei singoli elementi che la compongono.

(Gaetano Bertolo di Scuola Nei Dan Sicilia, con la collaborazione di Francesco Travaglia.) Scuola Nei Dan Sicilia

13166067_1053320038079989_1378576494767201236_n

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...