#contributo del sabato

Condividiamo questo scritto del maestro Flavio Daniele. Buona lettura!

Il binomio respiro-energia (energia sia intesa in senso metabolico sia in termini di soffio vitale) è fondamentale in tutte le discipline orientali, la sua influenza sugli aspetti psicofisici ed emotivi può essere testimoniata da tutti, ma pochi hanno esperienza del respiro come forza propulsiva per muoversi rapidi, veloci e senza sforzo. Ancora meno sono quelli che sanno adottare la respirazione alle diverse situazioni della pratica, ci si limita a inspirare ed espirare, non sapendo come fare per evitare di sentirsi come un bue al traino quando si va in debito d’ossigeno, non sapendo come fare per trasformare un “problema” in un’opportunità:

INSPIRARE NON È SOLO PRENDERE OSSIGENO, MA È ANCHE ACCUMULARE FORZA;
ESPIRARE NON È SOLO EMETTERE ANIDRIDE CARBONICA, MA EMETTERE FORZA.

Semplificando al massimo, diciamo che la respirazione corretta da utilizzare durante la pratica è la respirazione addominale che, a sua volta, si divide in respirazione addominale naturale e respirazione addominale inversa.

Nella respirazione NATURALE, quando s’inspira il diaframma scende e l’addome si espande, quando si espira il diaframma sale e l’addome rientra.
Nella respirazione INVERSA quando si inspira e il diaframma scende l’addome, al contrario, rientra, quando si espira il diaframma sale e l’addome si espande.

QUESTA CONTRAPPOSIZIONE DINAMICA (YIN/YANG) TRA DIAFRAMMA E ADDOME NELLE DUE FASI RESPIRATORIE, OPPORTUNAMENTE ALLENATA, TRASFORMA IL NOSTRO TRONCO IN UN POTENTE PROPULSORE PNEUMATICO CHE MIGLIORA IL RENDIMENTO GLOBALE DEL CORPO, AUMENTANDO NOTEVOLMENTE LA POTENZA DEI NOSTRI COLPI E RIDUCENDO AL MINIMO LO SFORZO FISICO.

Ecco perché, nelle arti marziali, la respirazione da adottare è quella inversa, che permette di coniugare qualità opposte come potenza ed elasticità, stabilità e dinamicità, allineamento e centratura.

Forse, ai più, questo far rientrare l’addome inspirando potrà sembrare “rischioso”, perché pensano di “svuotarsi”, ma non è così.
In realtà, ritrarre l’addome mente si sta inspirando e il diaframma sta scendendo, crea nella cavità addomino-toracica, per una evidente riduzione del suo volume, una considerevole pressione interna.

Pressione interna che svolge, oltre a una efficace resistenza ai colpi, anche la funzione di

A) TENDERE COME UN ARCO LA COLONNA VERTEBRALE,
B) ALLARGARE TUTTI I MUSCOLI DELLA SCHIENA COME QUELLI DI UN GATTO PRONTO A BALZARE SUL TOPO E
C) LANCIARE LE TECNICHE COME DEI DARDI ANCHE MENTRE SI STA INSPIRANDO E RITRAENDO.

In sintesi: la respirazione inversa mi permette di emettere la forza (fa jin) durante entrambi i cicli respiratori. Annullando la fase inspirare-caricare non sono mai vuoto, posso colpire mentre espiro o mentre inspiro, posso colpire andando indietro o uscendo di lato, alzandomi o abbassandomi, perché i miei arti, da leve biomeccaniche che si possono aprire (spingere) o chiudere (tirare) sotto l’azione sinergica dei muscoli agonisti e antagonisti, diventano stantuffi pneumatici sempre attivi sia in apertura sia in chiusura.

Per capire l’importanza della respirazione inversa, dovete fare mente locale a come il vostro corpo si comporta e quali sono le modificazioni fisiologiche interne quando reagite a un rumore improvviso, o quando fate un balzo per evitare un oggetto all’ultimo istante, o ancora quando fate uno starnuto o quando vi stirate. In tutte queste situazioni il corpo si comporta naturalmente sempre alla stessa maniera: inspira vigorosamente ritraendo l’addome, facendo muovere istantaneamente tutto il corpo.
Adesso provate a inspirare espandendo l’addome (respirazione naturale), e noterete che il corpo non risponde con la stessa immediatezza: in una situazione reale, se aveste per caso appoggiato la vostra mano su una piastra rovente, la ritrarreste cotta a puntino. Inspirare ed espandere ci connette alla terra (ottimo quando dobbiamo contrastare), inspirare e ritrarre ci connette al cielo (ottimo quando dobbiamo scattare come fulmini). Ecco perché madre natura ci fa inspirare ritraendo l’addome quando dobbiamo re-agire prontamente a un pericolo.

COSÌ È! IL SEGRETO DEL WU WEI (L’AGIRE SENZA INTENZIONI – MUOVERSI SENZA SFORZO), È IN REALTÀ LASCIARE FARE ALLA NATURA, E LO SCOPO DELLA PRATICA NON È ALTRO CHE UN CORSO DI RIEDUCAZIONE PER RIAPPROPRIARCI DELL’AGIRE NATURALE.”14718734_1163331953745686_6273638768764427953_n-1

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